Snomar consulenza bancaria e finanziaria
Se titolari di conti correnti affidati oltre i € 80.000,00 aperti da oltre 15 anni possiamo capovolgere la Vostra situazione nei confronti delle Banche.
Anche sui conti correnti chiusi da meno di dieci anni potrete recuperare quanto indebitamente percepito dagli istituti di credito come recentemente stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
Abbiamo riscontrato che oltre l' 86% dei conti correnti analizzati ha superato la soglia massime ( tasso debitore ) prevista dalla Legge n°108/1996 in materia di usura.
Non esitate a contattarci per qualsiasi informazione o un consulto gratuito.
La nostra è una struttura formata da professionisti "Senior" in prevalenza ex dirigenti di primarie banche.
Un collaudato staff che ben conosce le malpractices degli Istituti di credito.
Siamo specializzati nel trovare una rapida soluzione per la salvaguardia degli interessi di imprenditori che a causa delle condizioni di mercato o per varie problematiche finanziarie rischiano di perdere la propria attività o gli immobili prestati in garanzia.
E' importante non intraprendere trattative personali con gli istituti di credito e non effettuare alcuna transazione prima di avere analizzato i conti correnti.
In particolare in caso di revoca fido evitate di riconoscere il debito con una rateizzazione ( il codice civile, pone a carico del creditore l’onere di provare che il proprio credito sia certo, liquido ed esigibile) o trasformando il fido in un mutuo assistito da garanzia ipotecaria o rilasciando titoli cambiari perchè in caso di mancato pagamento oltre all' immediato protesto vi troverete a dover fronteggiare una richiesta di pagamento fondata su titoli esecutivi.
Prestiamo consulenze con la massima professionalità e riservatezza ad aziende, studi legali e di commercialisti in tutta Italia.
Un nostro professionista potrà essere il Vostro consulente dedicato per ogni controversia con le Banche.
La prima consulenza riservata e non impegnativa viene offerta dal nostro studio.


TXT: Giornale di Sicilia 07 Marzo 2013
Tassi elevati e interessi sugli interessi: Palermo, banche condannate a pagare PALERMO. La banca da creditrice si ritrova debitrice: doveva avere 95 mila euro, ne dovrà pagare 61 mila. E un ribaltamento di posizioni, quello ottenuto da Nino Parrucca, titolare di una assai conosciuta fabbrica di ceramiche:aveva avuto un'apertura di credito dal MPS Monte dei Paschi di Siena, nel 2007,ma ha dimostrato che i tassi di interesse applicati avevano superato i limiti previsti dalla legge. Il giudice Paola Proto Pisani, della terza sezione civile del tribunale di Palermo, ha deciso così di fare un passo ulteriore, ordinando a un perito di accertare se effettivamente i tassi e le commissioni di massimo scoperto, applicati ai debiti e alle scoperture di Nino Parrucca, siano o meno usurari. Un altro ribaltone si è verificato davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Palermo, presieduta da Vito Ivan Marino, ai danni di Unicredit Banco di Sicilia, per una questione che con i sospetti di usura non c'entra, quella dell'anatocismo bancario (il calcolo degli interessi sugli interessi): Ignazio B. e Giuseppa D., due anziani coniugi, partiti da un debito di 112 milioni con la Sicilcassa Cassa Centrale di Risparmio V.E.,si sono ritrovati a incassare così 127 mila euro dal Banco di Sicilia - Unicredit.I giudici scendono dunque sempre di più in campo, anche sul piano civile, sulla questione — molto tecnica — dei tassi debitori, della tutela dei consumatori e, adesso, anche per il contrasto della presunta usura bancaria.Una vicenda recente, sotto l'aspetto penale, ha riguardato ad esempio Banca Nuova: il pm di Palermo Marco Verzera aveva chiesto il giudizio immediato per dirigenti ed ex dirigenti di vertice, Marino Breganze, Francesco Maiolini e Rodolfo Pezzotti, sul presupposto dell'evidenza della prova, ma il presidente dei Gip di Palermo, Cesare Vincenti, ha deciso di approfondire, per mezzo di un perito, se i tassi-soglia «sugli altri rapporti della stessa natura, nel periodo 2006-2010», abbiano avuto influenze, e in che modo, sul «conto economico complessivo dell'istituto di credito». Nella causa civile col Monte dei Paschi di Siena MPS, Nino Parrucca, assistito dagli avvocati Onofrio Barbaria e Bernarda Eliana Birtone, ha dimostrato di avere subito danni, perché per pagare i saldi negativi del conto corrente, dovuti al calcolo degli interessi e dei tassi, e per coprire un debito quantificato alla data del 30 giugno 2007 in poco meno di centomila euro, aveva dovuto fare ricorso a un altro finanziamento. I1 debito si era poi rivelato inesistente, ma la situazione aveva costretto l'imprenditore e artigiano a convertire numerosi contratti dei dipendenti da tempo pieno a tempo parziale e a rinunciare a partecipare a fiere in Italia e all'estero. Il Monte dei Paschi di Siena (assistito dall'avvocato Carlo Varvaro) ha negato che vi sia stata usura, sostenendo che gli istituti di credito devono poter determinare unilateralmente i tassi, secondo l'andamento del costo del denaro, informando puntualmente i clienti. Vi sono poi problemi materiali di calcoli automatizzati, che possono determinare errori. Ma i giudici vogliono scoprire se in realtà vi sia un atteggiamento generalizzato in questo senso. Nella vicenda anatocismo i due anziani ex clienti della ormai fallita Sicilcassa, assistiti dall'avvocato Marcello Mauceri, erano partiti da un debito di 112 milioni di lire, addebitati sui loro conti al 12 dicembre 1996. La questione si era poi trasferita in capo al Banco di Sicilia e all'Unicredit, che hanno incorporato la Cassa Centrale di Risparmio V.E. La difesa di Unicredit, assistito dall'avvocato Alessandro Macaione, ha fermamente contestato il cambiamento repentino della giurisprudenza nel campo dell'anatocismo, dal 1999 in poi. Riccardo Arena
La Corte Costituzionale con la sentenza n. 78 del 5 aprile 2012 scorso ha bocciato la lettura retroattiva dellarticolo 2935 del codice civile riguardo all'annosa questione dell'anatocismo, in sintesi: NO A NORMA SALVA-BANCHE
Con la sentenza viene dunque dichiarata l'incostituzionalità della norma inserita nel decreto legge Milleproroghe, provvedimento che mirava a ridurre a dieci anni il periodo di prescrizione, ridando a tutti i clienti la possibilità di avviare delle azioni contro gli istituti di credito, chiedendo il ricalcolo del saldo effettivo dei conti, epurando gli stessi dagli effetti prodotti dall'anatocismo, sin dall'inizio del rapporto. La Corte Costituzione ha affermato che ha bocciato l'emendamento, che faceva retroagire la disciplina in esso prevista, non rispettava i principi generali di eguaglianza e ragionevolezza e violava l'articolo 3 della Carta e l'art. 117 della Costituzione, non ravvisando quali sarebbero stati i motivi imperativi e di interesse generale idonei a giustificarne l'effetto retroattivo.
Di conseguenza, gli utenti bancari possono val valere le loro ragioni ed agire contro gli istituti di credito per tutte le malpractices sin dall'apertura del conto corrente a condizione che lo stesso sia ancora in essere o che non sia stato chiuso da più di dieci anni.
Dopo la recente sentenza n. 78 del 05.04.2012 ( v.s.) della Corte Costituzionale abbiamo ricevuto numerosissime richieste di avviare le opportune azioni giudiziali ed extragiudiziali per il recupero di quanto indebitamente pagato. E' opportuno precisare che, secondo il nostro parere, è conveniente avviare una azione di ripetizione d'indebito nei confronti delle banche quando i conti correnti e gli eventuali rapporti accessori (conti anticipi SBF/Fatture ecc.) sono stati aperti almeno 3/4 anni prima del giugno del 2000, (data in cui l'anatocismo viene legittimato) con scoperture iniziali di almeno 30.000.000 di lire. Ricordiamo, inoltre, che gli istituti di credito sono obbligati a consegnare ai clienti le copie dei contratto di conto corrente e di aperture di credito, sino a dieci anni dopo la chiusura dei conti, in quanto a loro carico dimostrare la regolare pattuizione delle condizioni.Quanto agli estratti conto, le stesse sono obbligate, secondo quanto previsto dal TUB, a consegnare gli estratti di conto corrente degli ultimi 10 anni.
Pertanto se siete in possesso degli estratti di conto corrente, di conti aperti da oltre 15 anni, potete certamente recuperare le somme relative all'anatocismo indebitamente applicato dalle banche.
Restiamo a completa disposizione per una prima valutazione gratuita e senza impegno.
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